giovedì 4 aprile 2013

Poter scegliere.

"La questione di fondo è che si può stare di fronte alla vita e alla morte solo ricono­scendo che hanno un senso e ultima­mente non dipen­dono dall’uomo"


Ho trovato questo articolo, dal blog di Costanza Miriano.

Battere l'aborto con la comfort care

Sono contro l'aborto.
Per le esperienze che ho avuto, ma non faccio proclami, non seguo le associazioni pro-life, non pubblico video choc contro gli abortisti.
Non vado mai all'estremo delle posizioni.
Non mi appartiene questo modo di pormi. 
Valuto.
Cerco di mediare.
Cerco di comprenderne i perchè.
Questo articolo mi commuove.
Ora non scrivetemi che ognuno fa le sue scelte e che dobbiamo avere la libertà di scegliere.
LO SO.
va bene.
siamo tutti daccordo.
Non è quello che mi interessa, ora, però in questa sede.

Cerco pezzetti di speranza.
Quando li trovo li metto da parte come in una collezione.
Questo punto di vista medico è un pezzetto di speranza per me.

"Dovevo dare tutto di me come medico, ma la sua vita era nelle mani di un Altro che si faceva conoscere attraverso il pa­ziente stesso"

Spesso mi capita di pensare che se un giorno uno dei miei bambini si fermerà qui, potrebbe avere qualche patologia grave genetica, perchè nessuno mi ha escluso categoricamente che il problema non possa essere genetico.
Mi vedo di fronte a situazioni del genere, mi immedesimo in quei genitori che hanno vissuto questa esperienza. Mi chiedo cosa farei, dopo tutti questi aborti, mi chiedo davvero cosa farei.
Non è scontata la risposta.
Sapere che, nella pratica, nella quotidianeità, qualcuno può offrirmi un'alternativa mi tranquillizza.
Perchè, se è vero che ognuno di noi debba sentirsi libero di scegliere per l'aborto, è vero anche che spesso, per molti motivi, non certo morali, nelle strutture ospedaliere, la scelta non viene proposta. E' vero il contrario.
E' solo questo.
Non ho problemi a subìre attacchi ideologici sulla questione.
So che questo è possibile che avvenga.
Ma quando si tratta di vita, non ci sono ideologie che tengano.
Conta il cuore.

Ed io ce l'ho grande, perchè deve contenere tutti i miei figli.


33 commenti:

  1. Personalmente, non mi interessa che convinzioni ha una persona finché non cerca di imporle agli altri. Di questi giorni è la notizia della dottoressa condannata per aver rifiutato di prestare aiuto ad una donna dopo un aborto, un fatto che trovo aberrante. Così come trovo aberrante la percentuale di obiezioni di coscienza, che al 90% si rivelano essere scuse per indirizzarti alla pratica privata. Però penso che ogni scelta di una donna vada tutelata, e che per coloro che non vogliono abortire ci debba essere la possibilità di non farlo e il sostegno adeguato. Io sono childfree per scelta, ho avuto due aborti perchè apparentemente gli anticoncezionali non sono abbastanza per me (e li ho provati tutti) e siccome sono sotto i 30 anni non ho trovato nessun medico disposto a sterilizzarmi. Sono felice di aver abortito, felice di non aver costretto quei bambini a sopportare una madre che non li avrebbe mai amati, e non me ne vergogno, né ne soffro o ci ripenso con nostalgia. Eppure penso che il mio diritto a fare questa scelta riguardo al mio utero vada tutelata dalla legge, anche se per le associazioni pro life, e chissà, magari anche per te, sono un mostro senza cuore. Per me la mia vita vale cento volte di più di un ammasso di cellule, è un punto di vista, come lo è il tuo, e finchè si parla di scelte individuali ognungo fa ciò che si sente. Io comunque ammiro la tua perseveranza, e rispetto il sentire delle donne diversamente fertili, tanto che sono l'unica nel mio giro di amiche con cui le childless riescono a parlare e confrontarsi.
    Morena

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    1. come volevasi dimostrare.


      ovviamente io scrivo con l'ansia di poter offendere qualcuno, perchè qualcuno si sente giudicato, quando invece ci tengo tantissimo a sottolineare il fatto che non sono un'estremista e il mio punto di vista, LEGGERE BENE, è il punto di vista in bilico di una donna che ha avuto SEI ABORTI SPONTANEI.
      Guarda, te lo riscrivo perchè forse ti è sfuggito:

      "Ora non scrivetemi che ognuno fa le sue scelte e che dobbiamo avere la libertà di scegliere.
      LO SO.
      va bene.
      siamo tutti daccordo."

      Non ho il potere di giudicare nessuno, non lo farò mai, perchè di vita si tratta.
      E ti chiedo gentilmente di tenere dei toni pacati qui, perchè non ho nessuna intenzione di aprire un dibattito pro o contro aborto.
      Però io un favore te lo chiedo.

      Non venire a scrivere a casa mia, perchè io non lo faccio a casa tua, "ammasso di cellule" quando ti rivolgi a quelle che PER ME sono state vite.

      Grazie di essere qui.

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    2. Mi sembra di aver tenuto dei toni pacatissimi. E questo è internet, quello che scrivi è pubblico, quindi non si tratta di casa tua o casa mia. Tu hai una visione diversa di ciò che consideri vita da me, e va benissimo così. Comunque non c'è problema, non utilizzerò questa nomeclatura, se vuoi puoi anche cancellare il commento. Quella sì che è una regola che puoi imporre sul tuo blog, che però ti ricordo è uno spazio pubblico, mentre a casa tua inviti chi vuoi e basta. Qui lasci la porta aperta a tutti, e non tutti hanno il tuo stesso punto di vista.
      Morena

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    3. p.s. quando parlavo delle vite in questione mi riferivo a quelle prodotte da me e mio marito, non alle tue, che giustamente puoi vedere e definire come vuoi.

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    4. A me, sinceramente, questo commento, scritto in questo blog, sembra assolutamente terrificante.
      Terrificante, fuori luogo e non necessario.
      Poi sarò pure intollerante.

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    5. Ed è giusto così, nel senso che tu hai tutto il diritto di vederla in questo modo. Però nel mondo esisto anch'io e internet è una finestra aperta, e volevo semplicemente ricordarlo. Anche perchè vedo spesso nei blog di tante mamme in cerca da un lato la costruzione di una comunità (che è una cosa bellissima, ed un esempio di solidarietà femminile che scalda il cuore) dall'altro però mettendosi così a nudo rischiate tanto. Io sarò stata terrificante, fuori luogo e non necessaria ma quello che scrivete (il tuo blog non lo conosco, è un discorso generale sia chiaro) viene letto, condiviso e commentato ben al di là della sfera in cui i vostri sentimenti ed opinioni sono trattati con delicatezza. Per farla breve, in tanti angoli di internet quello che scrivete riceve commenti molto, ma molto, più terrificanti. Io il mio nome e la mia esperienza li ho messi per ricordare a tutti che appunto questa è una finestra aperta e come tale ognuno può leggere/condividere/commentare. Anche persone che hanno fatto scelte diverse e vedono le cose in modo diverso.

      p.s. Anna, nessun bisogno di scuse, sul serio.
      Morena

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    6. Morena, siamo dalla stessa parte.
      E io credo ci voglia tanto coraggio a raccontare la tua storia, quanto ce ne vuole per raccontare la mia.
      Mi sono scusata perchè non è da me usare dei toni alterati.

      Per me è tutto ok.
      :)

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  2. Morena, non ci siamo capite.
    Ti ho ringraziato per essere qui.
    Ti chiedo solo di non aprire un dibattito pro aborto o contro aborto, perchè non è mia intenzione farlo.
    Non ho mai cancellato un commento qui, non è mia intenzione farlo.
    NOn ho espresso il mio punto di vista dicendo che il tuo è sbagliato, anzi, mi scrivi che ammiri la mia perseveranza, e qui aprirei un'altra parentesi, perchè non è di perseveranza che si tratta. Ma va bene, andiamo avanti.
    E' chiaro che questo è un posto pubblico e ognuno ci scrive quello che vuole. Ma è indubbio che questo è il mio baracchino aperto sul parco pubblico, e che certe definizioni mi alterano, anche se è solo il mio punto di vista.
    Che siano mie o tue (mie o tue cmq non sono definizioni che mi appartengono, questi non sono figli miei nè sono stati figli tuoi, ma andiamo oltre) le vite, è normale, per quello che ho passato, che "ammasso di cellule" è una definizione con cui riesco poco a convivere.
    ti dovrei chiedere scusa per questo, ma sono umana.
    Quegli ammassi di cellule mi hanno restituito una me stessa che non conoscevo e trovo ingrato da parte mia, considerare di definirli così.
    Solo questo.

    Il tuo punto di vista è ben accetto, ma non era mia intenzione aprire un dibattito in questa sede, ero stata chiara.
    Solo questo.
    Se vogliamo invece discutere il lato umano della faccenda, va bene.
    Ho solo scritto che, come è sacrosanto avere la libertà di abortire, è sacrosanto avere la possibilità di non farlo.
    E guarda, sono talmente a nudo sull'argomento che ti dico che non è scontato quello che farei, trovandomi di fronte alla scelta.

    Più di così...

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    1. Ti chiedo scusa anch'io per aver usato quel termine, stavo riportando la mia esperienza e non avevo alcuna intenzione di riferirmi alla tua. E sono d'accordo con te, ognuno dovrebbe essere libero di fare le proprie scelte e non solo abortire/tenere un figlio ma anche avere offerti gli strumenti per crescere un figlio invece di trovare il vuoto istituzionale completo quando ci si trova ad essere povere/malate/senza rete sociale/con una diagnosi per il bambino che comporterebbe avere risorse finanziarie, umane e sociali notevoli. La verità è che lo stato italiano fa un disservizio sia a quelle che vogliono abortire che a quelle che vogliono tenerlo: spesso è difficile abortire/sei costretta a sentirti giudicata ma se poi decidi di tenerlo ti viene messo bene in chiaro che sarai completamente da sola, ancor di più se il bambino avrà qualche problema. Un sistema malato che maltratta le donne qualsiasi scelta facciano.
      Morena

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  3. Anna, ho letto anche io, stamattina, l'articolo di Costanza, e sono arrivata alla fine con abbondanti lacrime. Le mani e i cuori di alcuni mediciangeli sono davvero guidate da fili invisibili e spero tanto che un filo invisibile e indistruttibile arrivi anche da te. Un bacione Anna cara.

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    1. È così Monica...
      grazie per aver compreso il perché ho scelto di mettere in evidenza l‘articolo, il cui scopo non era certo quello di parlare di aborto si aborto no.

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  4. Il mio libro "Lettera a un bambino che è nato" vuole essere un elogio ad un capolavoro della letteratura italiana Lettera ad un bambino che è nato". Lungi dall'essere minimamente paragonato a quello che trovo essere un capolavoro scritto 30 anni fa e ancora attuale perchè tratta temi eterni, l'unica cosa in comune tra i due testi, è forse il concetto di maternità. Nel libro della Fallaci la maternità come scelta,se diventare o non diventare madre, nel mio, ricerca di una maternità negata. Fermo restando che la maternità, a mio avviso è e resta un privilegio di alcune, il punto per tutte credo che si possa riassumere sempre nel diritto di scelta. A far nascere, a non far nascere atnere un bimbo malato, a deciderlo di lasciarlo. E' una questione di diritti negati. Che poi alcune donne ricorrano all'aborto come forma di contraccezione è altro. Senza giudizi, senza indici puntati, senza nulla.
    Il fatto pèoi che sia un paese vecchio e ambiguo, anche questo è altra faccenda.
    Raffaella

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  5. La Presuntuosa4 aprile 2013 15:55

    Cara Anna
    ho letto l'articolo, è una testimonianza positiva,
    cosa si può dire di negativo di fronte alle 6 ore di vita di Milagros?
    hanno regalato pace ai suoi genitori, valgono solo per questo lo sforzo dei medici e le risorse economiche dell'ospedale.
    Ciascuno fa la propria scelta, quella che si sente in quel momento, insindacabile per chiunque ne sia estraneo. Io ad esempio a causa della sterilità di mio marito dovuta a cure chemioterapiche sto cercando un figlio con l'eterologa, con un donatore ultra controllato, eppure un giorno mi hanno chiamato dal Centro dicendomi di non utilizzare più il suo seme poichè un'altra donna era rimasta incinta con lo stesso donatore ma aveva abortito alla 12 sett. poichè il feto presentava delle gravi malformazioni all'intestino. Io mi sono immedesimata nel dolore di quella donna, ho compreso la sua scelta, e mi sono interrogata su che cosa avrei fatto se fosse capitato a me, dopo aver tanto cercato quella gravidanza, ma non mi sono data una risposta, è davvero troppo personale.
    Poi ho ringraziato il Centro ma ho risposto che avevo dei blastocisti congelati frutto di quel donatore, e non volevo abbandonarli, così andrò avanti, è ovvio sperando in caso di gravidanza, di non dovermi trovare davanti a nuove scelte difficili.
    Ma ogni caso è diverso
    ogni caso è unico,
    ogni timore e ogni dolore sono unici.
    La tua storia Anna e i tuoi bambini sono unici
    loro no non erano ammassi di cellule.
    Per dialogare e confrontarci provo anch'io a lasciare i miei commenti, ma prima di tutto questo è il tuo spazio, dove sei libera di esprimere quello che senti e quello che pensi, noi che ti leggiamo facciamo il possibile per accogliere le tue parole con il cuore libero da pregiudizi. Un abbraccio

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    1. grazie per la tua testimonianza.
      E' una bella storia la tua, ed inutile dire che io avrei agito come te, perchè formalmente anche io sto scegliendo questa strada.
      Io non ho avuto risposte su eventuali coinvolgimenti genetici, ma guardiamoci in faccia, con tutti gli aborti che ho, la cosa è molto probabile. E vado avanti.
      Ma il punto non è questo.
      Io non vi sto chiedendo la ragione, perchè non ritengo si tratti di avere ragione o torto.
      Trovo inutile ribadire il concetto che si dovrebbe essere liberi di scegliere.
      Attenzione, non sto dicendo che è inutile in generale, ci mancherebbe altro!!
      Sto dicendo, e l'ho chiaramente scritto nel post, che non lo è in questo contesto.
      Che io cerco pezzetti di speranza.
      Che io, ogni volta che alzo la manina e dico :
      "ho paura di dovermi trovare davanti la scelta di abortire, perchè so cosa significa abortire"
      mi sento addosso una marea di gente che mi dice che bisogna avere la libertà di scelta!che sono bigotta!che la religione, i preti, il vaticano so' zozzi!e via discorrendo.

      Posso scriverlo senza che nessuno si senta offeso perchè si pensa che io faccio gli anatema contro gli abortisti?

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    2. Non sai quanto sono d'accordo. Basta dire la parola "aborto" per essere sommerse in automatico (e questa reazione automatica la trovo insopportabile) di gente che ti urla "libertà di scelta", anche se non la si vuole mettere in discussione. Invece capisco bene quello che intendi. Quanto è veramente libera una donna di fronte al problema di abortire o meno? Molte donne, se sentissero di poter avere un sostegno concreto tenendo il bambino, lo terrebbero. Altre invece abortirebbero lo stesso, ma in entrambi i casi sarebbe davvero, a quel punto, una libera scelta. Una scelta in entrambi i casi da rispettare. Solo quando ogni donna potrà sapere di avere una reale alternativa e di non essere sola nelle conseguenze della sua scelta, allora sarà libera di scegliere (la "libertà di scelta" come viene urlata oggi è spesso una condanna alla scelta in solitudine da parte della donna... e quale scelta fatta in questo modo - e da vivere sul proprio corpo e su quello della creatura che si porta dentro sé - può essere fatta davvero liberamente?).

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    3. Ilaria, è ciò che volevo spiegare.
      Grazie.

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  6. Anna, bellissima Anima, fortissimo Cuore, ti seguo da un po'. Hai un modo delicatissimo di dire cio' che senti. Io non sono contraria all'aborto ma non mi piace definirmi favorevole. Ma non e' questo di cui si parla qui, oggi. Io non posso comprendere cio' che provi, nemmeno lontanamente - non ho figli perché non ci ho ancora provato. Pero' penso di aver capito il senso del tuo discorso. Sapere che nell'eventualita più sfortunata esiste un'alternativa, penso ti renda più serena nell'aspettare il ritorno dei tuoi bambini, conta solo questo. In bocca al lupo, faccio il tifo per te, per i tuoi bambini. Ti abbraccio. Gi

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    1. Esatto Gi.
      Grazie per aver compreso.
      A volte non riesco proprio a spiegarmi e su questi argomenti divento davvero antipatica.

      scusatemi
      scusami Morena, ho usato toni esageratamente duri, ma non erano rivolti a te, sono prevenuta sull'argomento.

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  7. Cara Annina, ho scritto un pensiero, a cui hai dato voce anche te,sul post di Raffaella ... Volevo solo dirti Grazie.

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  8. Col cuore soltanto non avrei mai interrotto la gravidanza.
    Avrei voluto davvero andarmene con lei quella mattina.
    Non abbiamo avuto la Forza di accompagnarla fino alla fine (che a detta dei medici sarebbe sopraggiunta presto, forse anche prima delle 40 settimane), e questa è una piaga che mi porto dentro e dalla quale non guarirò mai.
    Però non sono sicura che sarei stata più "serena" se avessi intrapreso l'altra strada, ho provato cosa vuol dire avere un essere che si muove dentro, un figlio che non ha nessuna possibilità di farcela, e mi sono sentita portatrice di morte da subito, non di vita.
    E' forse stato quello che mi ha annientato e che ha prevalso sulla "decisione".
    Sentivo la vita dentro, ma erano sentori di morte.
    Non ce l'ho fatta a conviverci, non ce l'abbiamo fatta a prolungare lo strazio.
    Sono contenta che esistano queste realtà e che ci siano persone che trovino un coraggio e una forza diversa dentro per andare avanti oltre la morte.
    E questo non credo sia possibile se non rimetti il significato della Vita totalmente nelle mani di un Altro.
    Quell'Altro che in qualche modo ha voluto che per noi sia andata com'è andata.
    Io mi porto la mia piaga dentro, ho capito tante cose finora, avrei campato anche meglio senza saperle, ma questa nuova coscienza è tutto quello che mia figlia mi ha lasciato.
    Ed io la ringrazio, anche se mi strazia il cuore.

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  9. vi segnalo il blog di Raffaella, per chi passa di qua senza leggere di là
    http://mammamimmononsolo.blogspot.it/2013/04/lintervallo-dalle-nostre-consapevolezze.html?showComment=1365181754717#c5354979440624455038

    e la ringrazio per aver spostato il dibattito lì su un argomento che io non sono in grado di moderare, perchè troppo coinvolta.

    grazie a chi è passato e passerà in questa casa.

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  10. io sono incapace di pensare. Mi sento ebete di fronte a tutta questa discussione e di fronte a tutto questo dover dire SI o NO. Credo che nelle situazioni bisogna trovarsici. Credo che ogni storia è diversa dall'altra. Credo che, come dici tu, conta il cuore. Solo quello.

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    1. si è così iris. se imparassimo ad ascoltarlo, avremmo senz'altro le risposte. A volte non so perchè ma non ne siamo capaci. Non c'è una scelta giusta o sbagliata. Decide autonomamente il tuo cuore

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  11. Ciao Anna, ciao a tutte ... io, qualche mese fa, ho letto "Nessuno sa di noi", un libro meraviglioso di Simona Sparaco ... ho pianto tanto leggendolo, è duro, è terribile ma è anche pieno di speranza ... qualcuna di voi l'ha letto? parla proprio di questo ...
    Quanto a me, non so cosa farei in una simile circostanza ... noi ci stiamo provando tanto ad avere un figlio e non vorrei mai trovarmi a dover scegliere ... per questo non giudico e rispetto tutte le posizioni ...

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    1. no Dina, non ho letto il libro, provo a cercarlo.
      Grazie per la segnalazione!
      :)

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    2. Io lo sto leggendo a rilento, per me certi passaggi sono da prendere a piccoli sorsi.

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    3. Si, hai ragione ... a piccolissimi sorsi ...
      Di nulla, Anna ... fammi sapere poi, quando l'avrai letto, cosa ne pensi ...
      Un abbraccio a tutte

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  12. Non posso non portarti anche la mia esperienza per farti capire che se ti dicono che la tua bimba o bimbo è affetto da una malformazione non sei in grado di abortire e di salutarlo.
    Ho letto tanti post del tuo blog ieri sera e ti assicuro che sia una persona con le tue brutte esperienze che una persona al primo figlio fa davvero fatica a salutare il proprio figlio e lasciarlo andare in cielo dopo che l'ha sentito dentro di se', anche se ha malformazioni.
    Parlo per esperienza, la mia bimba a 40 giorni è dovuta salire in cielo per una malformazione rara che i medici non sapevano come curare..noi l'abbiamo saputo alla morfologica ma anche se non ci avessero assicurato che il problema era risolvibile penso proprio che non avremmo potuto toglierle la speranza di provare a vivere..noi genitori siamo fatti così!!sentire comunque chiamare ammasso di cellule un bimbo e fre gli egoisti e non permettere ad un bimbo di nascere secondo me sono cose aberranti...
    Da oggi ti seguo eh!!!alla prossima

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    1. respiro e ti leggo.
      respiro e ti leggo.
      respiro.
      respiro.

      ora ci sono anche io con te.
      grazie.

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  13. come si potrebbe pensarla diversamente al tuo posto...e comunque c'è da dire che quando si vive l'esperienza della amternità anche della sola attesa di pochi giorni l'aborto assume un aspetto diverso, non si riesce più a considerarlo tecnicamente, senza cinvolgimento...dopo che è nato il mio piccolo, dopo averlo cresciuto dentro, sin da subito si capisce che non si può e se mai si dovesse affrontare il problema per motivi estremi sarebbe un'esperienza che segnerebbe la tuavita e te la cambierebbe dolorosamente prorporzionalemte a quanto gioisamente te la cambia la nascita di un figlio

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  14. Avevo scritto un lunghissimo commento ma mi rendo conto che manco di diplomazia, quindi ho deciso per il momento di evitare di esprimermi perché non vorrei assolutamente che qualcuno si sentisse ferito.
    Ti volevo comunque ringraziare per questo post e per il coraggio di esporre le tue idee.
    Un abbraccio!

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  15. Tu sai bene cosa faresti e credo di saperlo anche io. Ti sento nel cuore! <3

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grazie per essere qui.